Si potrebbe partire dal cambio di rotta avvenuto nel campo dello sviluppo urbano negli ultimi venti anni.
Dalla contaminazione di nuovo territorio attraverso la cementificazione degli anni 60 e 70 alla rivalutazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente che anima la pianificazione urbana contemporanea. In questo contesto le Residenze di via Campari, a Sesto San Giovanni, testimoniano la rinascita di un luogo simbolo dell’archeologia industriale. Si tratta proprio di un’inversione di tendenza nell’approccio al costruire: completamente superate le banalizzazioni e le disarmonie degli anni Sessanta e Settanta, da alcuni anni assistiamo fortunatamente ad un recupero intelligente dell’esistente. Sono parecchi i luoghi che, con questa nuova filosofia, hanno trovato una rinascita. Primi fra tutti i siti industriali dimessi, che a Sesto formano l’ossatura stessa della città.
L’esempio del recupero dell’area Campari, ad opera del Gruppo Moretti Spa, con lo sviluppo delle Residenze di via Campari, rappresenta una testimonianza concreta a livello Europeo per le scelte di ordine architettonico, costruttivo ed urbanistico, evidenziando una straordinaria connessione fra storia e innovazione, che riguarda sia il già esistente, ad esempio l’antica palazzina Campari o alla villa Casa Alta con il suo parco, sia al nuovo, che si integra pur esprimendo una personalità inconfondibile. Il tutto tenendo ben presente le relazioni con tutto il contesto socio-economico di Milano. Non a caso la fermata del metrò si trova a pochi passi.
Sede storica Campari
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